Italia e cybersecurity: come ci classifichiamo su scala mondiale?

Secondo quanto riporta il Rapporto 2024 sulla sicurezza pubblicato da Clusit, tra il 2019 e la prima metà del 2024 il numero di incidenti cyber a livello globale è più che raddoppiato, passando da una media di 133 attacchi gravi al mese nel 2019 a 273 nel 2024. Nel corso degli anni le tecniche di attacco si sono via via affinate rendendo necessaria una continua integrazione e un continuo aggiornamento delle misure di protezione da parte degli utenti.

Oltre all’avanzamento tecnologico, i conflitti tra Russia-Ucraina e Israele-Palestina hanno messo a dura prova la cybersicurezza mondiale, creando nuove tecniche di conflitto e trasformando la lotta da prettamente fisica ad anche digitale.

La Guerra 4.0, così denominata, utilizza attacchi informatici che mirano a colpire sistemi governativi, con l’obiettivo principale di rubare dati e creare disinformazione tra le due parti combattenti. Queste nuove tecniche di attacco e il conseguente aumento dell’insicurezza informatica hanno portato infatti il l’ambito governativo, militare e delle forze dell’ordine ad essere tra i settori più attaccati a livello globale, occupando il terzo posto. Lo precedono il settore della sanità al primo posto per la prima volta in diversi anni e al secondo posto molteplici bersagli, con i quali si intendono delle campagne generali che attraverso attacchi non mirati puntano a colpire su larga scala.

Ma come si classifica il nostro continente su scala mondiale?

Non ci sono buone notizie, a fine 2024 infatti l’Europa si conferma il secondo continente più attaccato al mondo, preceduto solamente dagli Stati Uniti d’America. Il 29% degli incidenti informatici, vale a dire quasi un terzo degli attacchi informatici mondiali, avvengono in Europa.

L’Italia è sicuramente un Paese a forte rischio, nel 2023 infatti abbiamo subito un aumento degli incidenti a livello globale dell’11%. Nel 2024 questo dato sembra essere in calo, ma resta comunque fondamentale creare consapevolezza a livello nazione in modo da poter attuare misure di prevenzione adeguate e utilizzare dispositivi di sicurezza adatti in risposta alle nuove tecniche di attacco sempre più sofisticate.

Nel nostro Paese il settore manufatturiero è facile bersaglio degli incidenti cyber. Come si può vedere dal grafico sotto riportato, a differenza della classifica mondiale dove rappresenta solamente un 5% delle vittime, l’attività manifatturiera occupa l’apice della classifica dei settori maggiormente colpiti da attacchi cyber in Italia. Al secondo e terzo posto è seguito rispettivamente da Multiple Targets e il settore Governativo/Militare, rispettando l’ordine della classifica mondiale.

Come migliorare la posizione del nostro Paese?

Le minacce informatiche, come frodi online, attacchi hacker e malware sono in continuo sviluppo e non selezionano la loro vittime; pertanto, tutti i soggetti che operano online sono a rischio, indipendentemente dalle dimensioni o dal settore di appartenenza.

Al fine di aumentare la sicurezza online, è fondamentale proteggere i propri dati con strumenti adeguati e che siano all’altezza delle minacce presenti oggi giorno ed è necessario creare consapevolezza nell’utente finale, in modo che avendo le conoscenze sappia difendersi.

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